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Sacchetti di plastica addio: il Parlamento europeo vota per la riduzione del 50% entro il 2017 e dell’80% in cinque anni

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L’UE si pronuncia contro i sacchetti di plastica: entro il 2017 è richiesta una riduzione del 50%

La direttiva sugli shopper ha superato la votazione del Parlamento Europeo con una maggioranza schiacciante a favore della riduzione dell’utilizzo dei sacchetti di plastica in tutti i paesi (539 voti a favore, 51 contrari e 72 astensioni). Ma cosa dice la normativa? Ai paesi dell’UE viene chiesta entro il 2017,  la riduzione del 50% nell’uso degli shopper in plastica non biodegradabile  con uno spessore inferiore a 50 micron, La percentuale  aumenta sino all’80% entro cinque anni. Lo scopo è  tutelare l’ambiente e ridurre l’inquinamento idrico causato da questi sacchetti con un spessore  limitato facilmente utilizzati come contenitori usa e getta. Ogni Stato membro ha piena autonomia per decidere quale provvedimento adottare per raggiungere l’obiettivo.

 

L’Italia dovrebbe confermare  il  modello seguito sino ad ora che ha permesso  di raggiungere importanti risultati, anche perché siamo stati per lungo tempo i maggiori consumatori di shopper in plastica. Ricordiamo che nel nostro paese la legge vieta l’utilizzo e la vendita di sacchetti in plastica non biodegradabile a partire da gennaio 2011: grazie a questo provvedimento il consumo degli shopper usa e getta è passato da circa 180.000 tonnellate nel 2010 a circa 90.000 nel 2013, con una riduzione del 50%. Irlanda e Italia (pur avendo adottato sistemi diversi) sono i due Stati considerati come modello per quanto riguarda questa normativa. In Irlanda si è preferito adottare la tassazione, con un costo di 22 centesimi per ogni sacchetto inferiore ai 50 micron, mentre da noi è scattato il bando totale.

 

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La riduzione può avvenire con bando o tassazione: in quest’ultimo caso è previsto un tetto minimo al costo di tutti i sacchetti

Il Parlamento irlandese  per evitare che sacchetti non biodegradibili e non compostabili dello spessore poco superiore ai 50 micron vengano venduti a prezzi ben più bassi rispetto agli altri (5-10 centesimi), ha stabilito che nessun sacchetto potrà avere un costo inferiore a quello previsto dalla tassa. Gli unici shopper che possono essere distribuiti gratuitamente sono quelli ultraleggeri, utilizzati per avvolgere alimenti sfusi come carne, pesce, latticini e formaggi. Anche per la frutta e la verdura entro il 2019 sarà obbligatorio utilizzare contenitori di  carta o plastica biodegradabile e compostabile. Sui guanti, che possono prestarsi facilmente al riciclo, troviamo al momento un vuoto normativo.

 

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L’unico attuale vuoto normativo riguarda i guanti per frutta e verdura. Sui sacchetti invece non vi sono dubbi: andranno sostituiti con quelli biodegradabili

Questo risultato non è però definitivo. Il Parlamento oltre che il voto positivo è intervenuto pesantemente sulla bozza, introducendo un obiettivo temporale per la riduzione del quantitativo di shopper in circolazione, ha introdotto un trattamento di favore per i sacchetti compostabili utilizzati per la raccolta differenziata e un limite minimo nel costo dei sacchetti, oltre ad  aver preso in considerazione anche i prodotti utilizzati per il trasporto di frutta e verdura. Adesso la bozza di normativa deve superare  l’approvazione  del Consiglio europeo.

 

Sara Rossi

© Riproduzione riservata

Foto: thinkstockphotos.com

  Eleonora Viganò

redazione Il Fatto Alimentare

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