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Richiamato un lotto di taleggio Dop a latte crudo Carozzi Formaggi per la presenza di Listeria monocytogenes

Il Ministero della salute ha pubblicato il richiamo di un lotto di taleggio Dop a latte crudo a marchio Carozzi Formaggi per la presenza di Listeria monocytogenes. Si tratta del secondo richiamo per contaminazione da Listeria di un formaggio a latte crudo in due settimane, dopo quello disposto all’inizio del mese di settembre su un altro lotto di taleggio.

Il provvedimento riguarda esclusivamente il lotto di produzione 04827 di taleggio Dop a latte crudo “Piacere Naturale” venduto in forme intere incartate singolarmente.

Si raccomanda di non consumare il formaggio appartenente al lotto richiamato. L’infezione da Listeria monocytogenes si presenta principalmente con sintomi a carico del sistema gastrointestinale, ma in casi più gravi può essere causa di meningite (anziani e persone immunocompromesse). In gravidanza può provocare aborti e parti prematuri.

Questo è solo l’ultimo richiamo effettuato per la presenza di Listeria monocytogenes in formaggi prodotti con latte crudo. Nel mese di luglio, numerosi lotti di formaggi di capra prodotti in Francia con latte crudo sono stati ritirati in 15 paesi, Italia compresa, proprio per la presenza di Listeria nel prodotto.

Questo è il richiamo numero 70 di prodotti alimentari segnalato nel 2017 da Il Fatto Alimentare. Per vedere gli altri clicca qui.

Il libro “Scaffali in allerta” è l’unico testo in Italia che racconta come funzionano li ritiri dei prodotti alimentari

Per capire come funziona il servizio di allerta alimentare e come viene effettuato il ritiro dei prodotti dai punti vendita leggi il libro “Scaffali in allerta” edito da Il Fatto Alimentare. È l’unico testo  pubblicato in Italia che  rivela i segreti e le criticità di un sistema che funziona poco e male. Ogni anno in Italia vengono ritirati dagli scaffali dei punti vendita almeno 1.000 prodotti alimentari. Nel 10-20% dei casi si tratta di prodotti che possono nuocere alla salute dei consumatori, e per questo scatta l’allerta. La questione riguarda grandi aziende come Barilla, Mars…, catene di supermercati che commercializzano migliaia di prodotti con i loro marchi (Esselunga, Coop, Carrefour, Auchan, Conad, Lidl, Eurospin…), e anche piccole e medie imprese. Il libro di 169 pagine racconta 15 casi di richiami che hanno fatto scalpore.

I lettori  interessati a ricevere l’e-book, possono fare una donazione libera e ricevere in omaggio il libro  in formato pdf  “Scaffali in allerta”, scrivendo in redazione all’indirizzo ilfattoalimentare@ilfattoalimentare.it

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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2 Commenti

  1. giovanni caraviello

    ma quali altri punti vendita sono interessati ad es, eurospin?