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Garofalo richiama farina per possibili tracce di soia. Interessati i punti vendita Coop, Esselunga e altri 6 supermercati

farina w260 garofaloCoop, ha pubblicato il richiamo di un lotto di farina di grano tenero W260 Garofalo per la possibile presenza di tracce dell’allergene soia. Il prodotto coinvolto è venduto in confezioni da 1 kg, con il numero di lotto L40635217 e la data di scadenza 14/12/2018. L’avviso è stato diffuso anche da Auchan, Esselunga, Basko, Simply, Carrefour, Tigros e Unicoop Tirreno.

La farina è stata prodotta per Garofalo da Selezione Casillo Srl, nello stabilimento di via Sant’Elia a Corato, in provincia di Bari.

Coop fa sapere che il richiamo interessa esclusivamente i punti vendita delle Cooperative Unicoop Tirreno, Alleanza 3.0 e Coop Centro Italia. Auchan e Simply comunicano, invece, che il provvedimento riguarda solo gli ipermercati e i supermercati di Lazio e zona Adriatica.

Si raccomanda ai consumatori allergici alla soia di non consumare il prodotto con il numero di lotto richiamato e di restituirlo al punto vendita d’acquisto, dove sarà rimborsato. La farina è sicura per i consumatori non allergici.

Per ulteriori informazioni, è possibile contattare il Pastificio Garofalo al numero 081 8011002 interno 200 oppure all’indirizzo email consumatori@pastagarofalo.it

Dal 1° gennaio 2018, Il Fatto Alimentare ha segnalato 29 richiami, per un totale di 74 prodotti. Per vedere tutte le notifiche clicca qui.

Per capire come funziona il servizio di allerta alimentare e come viene effettuato il ritiro dei prodotti dai punti vendita leggi il libro “Scaffali in allerta” edito da Il Fatto Alimentare. È l’unico testo pubblicato in Italia che rivela i segreti e le criticità di un sistema che funziona poco e male. Ogni anno in Italia vengono ritirati dagli scaffali dei punti vendita almeno 1.000 prodotti alimentari. Nel 10-20% dei casi si tratta di prodotti che possono nuocere alla salute dei consumatori, e per questo scatta l’allerta. Il libro di 169 pagine racconta 15 casi di richiami che hanno fatto scalpore.

I lettori interessati a ricevere l’ebook, possono fare una donazione libera e ricevere in omaggio il libro in formato pdf “Scaffali in allerta”, scrivendo in redazione all’indirizzo ilfattoalimentare@ilfattoalimentare.it

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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