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Richiamate bacche di goji tibetano a marchio Agricola Lusia per presenza di pesticidi: carbofurano e propargite oltre i limiti

bacche di goji agricola lusia etichettaIl Ministero della salute ha diffuso il richiamo di alcune confezioni di bacche di goji tibetano essiccate provenienti dalla Cina e vendute dall’azienda Agricola Lusia per la presenza di carbofurano e propargite oltre i limiti consentiti. Il provvedimento è scattato in seguito a una segnalazione dei Paesi Bassi al sistema di allerta Rasff (2018/0976).

Il prodotto interessato è venduto in confezioni da 24×250 grammi con il numero di lotto 03-03 e scadenza 31/01/2019. Le bacche di goji richiamate sono state confezionate dall’azienda Agricola Lusia Srl nello stabilimento di via dell’Artigianato 261, a Lusia, in provincia di Rovigo.

A scopo precauzionale, si raccomanda di non consumare le bacche di goji richiamate e di restituirle al punto vendita d’acquisto.

Dal 1° gennaio 2018, Il Fatto Alimentare ha segnalato 53 richiami, per un totale di 110 prodotti. Per vedere tutte le notifiche clicca qui.

Per capire come funziona il servizio di allerta alimentare e come viene effettuato il ritiro dei prodotti dai punti vendita leggi il libro “Scaffali in allerta” edito da Il Fatto Alimentare. È l’unico testo pubblicato in Italia che rivela i segreti e le criticità di un sistema che funziona poco e male. Ogni anno in Italia vengono ritirati dagli scaffali dei punti vendita almeno 1.000 prodotti alimentari. Nel 10-20% dei casi si tratta di prodotti che possono nuocere alla salute dei consumatori, e per questo scatta l’allerta. Il libro di 169 pagine racconta 15 casi di richiami che hanno fatto scalpore.

I lettori interessati a ricevere l’ebook, possono fare una donazione libera e ricevere in omaggio il libro in formato pdf “Scaffali in allerta”, scrivendo in redazione all’indirizzo ilfattoalimentare@ilfattoalimentare.it

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