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Per le diciture salutistiche sulle etichette, la Commissione Ue ascolta l`industria e corregge il tiro

Dopo le vibranti proteste espresse in giugno al convegno Efsa e il ricorso presentato in luglio da Ehpm, European Health Products Manufacturers Association all’Ombudsman, la Commissione europea ha avviato il dialogo con gli operatori sulle diciture salutistiche da riportare sulle etichette dei prodotti alimentari (health claims).

Nella dichiarazione stampa del 27 settembre, la DG Sanco (Direzione generale della salute e della tutela del consumatore, il ramo della Commissione specializzato in sicurezza alimentare) ha comunicato che le autorizzazioni relative alle indicazioni salutistiche saranno fornite con un unico provvedimento, anziché “alla spicciolata”.

Entro metà del 2011, presumibilmente, gli Stati membri e la Commissione approveranno una lista di health claims che potranno venire utilizzati sulle etichette e nella pubblicità degli alimenti, per evidenziare gli effetti favorevoli sulla salute. Si procederà poi in una seconda fase, ad autorizzare le indicazioni relative ai preparati erboristici.

Resta però da risolvere un problema di fondo. Le aziende chiedono di rivedere i criteri farmaceutici adottati dall’Autorità per scartare un gran numero di health claims che pure trovano ampie conferme nell’esperienza (studi osservazionali, uso tradizionale) e in bibliografia. Un esempio di dicitura “bocciata” e quella sulle prugne secche “che aiutano il transito intestinale”.

La Confederazione delle industrie alimentari in Europa (Ciaa), applicando i rigorosi criteri sviluppati in un apposito progetto di ricerca europeo (“PassClaim”), aveva selezionato circa 700 indicazioni che attestano un effettivo legame tra alimenti e salute. Ma di queste, solo pochissime hanno superato il vaglio dell’Efsa.

L’eccessivo rigore sinora mostrato nell’applicare il c.d. regolamento claims (reg. CE n. 1924/06) rischia di vanificare le aspettative dei consumatori di poter scegliere i prodotti più indicati per le loro esigenze e di condurre a un vicolo cieco gli investimenti nella ricerca e lo sviluppo di alimenti funzionali. Perciò anche al Parlamento europeo, gli onorevoli Mario Mauro ed Elisabetta Gardini sono impegnati ad affrontare il problema, con l’idea di chiedere alla Commissione di apporvi rimedio.

Per maggiori informazioni: http://www.nutraingredients.com/Regulation/Industry-EC-wise-to-reprieve-botanicals-and-batch-publication-of-health-claims

Dario Dongo

foto: Photos.com

© Il Fatto Alimentare 2010 – Riproduzione riservata

 

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