Home / Controlli e Frodi / Falso olio extravergine: 8 milioni di litri sequestrati a Siena pari all`1% del prodotto commercializzato. La frode dell`anno

Falso olio extravergine: 8 milioni di litri sequestrati a Siena pari all`1% del prodotto commercializzato. La frode dell`anno

Dopo il sequestro di 8 milioni di litri di finto olio extravergine d’oliva, ottenuto miscelando olio vergine e olio lampante opportunamente deodorato per eliminare i cattivi odori, qualcuno parla di frode dell’anno. La storia non finisce qui perchè in alcuni casi sulle etichette veniva dichiarata un’origine “100% italiana”, anche se le  bottiglie contenevano il 30-40% di olio proveniente da: Spagna, Grecia e Tunisia.

 

È quanto ha scoperto la Guardia di Finanza presso l’Azienda Olearia Valpesana, situata a Monteriggioni, una manciata di chilometri da Siena. Il nome dell’impresa non dice nulla ai consumatori perchè commercializza olio destinato a confezionatori che lo imbottigliano con il loro marchio. La società infatti, con i suoi 110 milioni di euro di fatturato annuo, rivende olio sfuso ad una serie di aziende imbottigliatrici tra le più importanti a livello nazionale, ubicate in diverse regioni italiane, che provvedevano al successivo confezionamento e distribuzione ai supermercati in Italia e oltre confine. Si tratta di una quantità rilevante, pari circa al’1% dell’olio commercializzato dall’Italia sul mercato domestico e all’estero. Non è la prima volta che la Gdf pizzica qualche imprenditore un po’ troppo disinvolto.  

 

L’aspetto rilevante di questa operazione chiamata “Arbequino”, è che sono stati sequestrati 8 milioni di litri di falso extravergine in parte destinato ad aziende ben note ai consumatori (anche se i nomi restano ancora top secret).
Il capo di imputazione contestato all’imprenditore Francesco Fusi, adesso agli arresti domiciliari, è “truffa in commercio”.

 

Il meccanismo andava avanti dal 2010 e il materiale sequestrato ha permesso di scoprire una doppia contabilità aziendale. Da una parte le fatture e i contratti di acquisto con i parametri chimici nella norma, dall’altra una nota a matita con i veri valori. Sono stati trovati anche numerosi “manoscritti” con le indicazioni dei parametri chimici dell’olio da cui emergevano valori riferiti agli alchil esteri, ai perossidi e all’acidità al di fuori di quelli previsti dalla normativa per classificare un olio come extravergine di oliva.

 

Come avviene per tutte le frodi che si sono susseguite numerose negli ultimi 30 anni in Italia, anche in questo caso l’olio sequestrato non crea alcun problema alla salute dei consumatori, perchè si tratta di adulterazione, ovvero di miscelazione con materia prima di qualità inferiore  frode in commercio art. 515 codice penale). Questo però non vuol dire che l’episodio abbia scarsa rilevanza.

 

Grazie a queste furberie si riesce a influire sui prezzi del mercato, offrendo agli imbottigliatori listini particolarmente vantaggiosi. È facile immag inare queste 8 milioni di bottiglie esposte sugli scaffali dei supermercati sotto forma di offerta promozionale, a un prezzo di 2,50 euro/litro o anche meno. Si tratta di concorrenza sleale nei confronti di olivicoltori, frantoiani e commercianti seri e onesti che non possono adottare listini così stracciati.

Il pubblico ministero Aldo Natalini che ha coordinato l’operazione, sta facendo ulteriori accertamenti su tutte le aziende in affari con Francesco Fusi, per comprendere «il quadro complessivo della frode olearia che contempla non soltanto aspetti di natura penale, ma anche evidenti ed interessanti profili d i natura economico-finanziaria, suscettibili di ulteriori sviluppi».

Vi terremo aggiornati.  


Alberto Grimelli

Foto: Photos.com

 

Guarda qui

holding fresh kiwi fruit

Kiwigate, scoppia in Francia lo scandalo dei kiwi italiani spacciati per francesi. Circa 15 mila tonnellate di frutti “francesizzati” dal 2016

Scoppia in Francia lo scandalo già ribattezzato kiwigate, che chiama in causa direttamente l’Italia. Dal …

14 Commenti

  1. Ma si potrebbe sapere quali sono queste "aziende tra le più importanti a livello nazionale" che continuamo a trovare nei supermercati con lo stesso olio imbottigliato prima del sequestro?
    Non vogliamo rovinargli gli affari, ma loro ci rovinano la salute!

  2. sarebbe buona cosa conoscere il nome delle aziende. grazie

  3. Bell’articolo, prezioso nel mettere all’erta i consumatori.
    Ma ci vogliono i nomi! Il pubblico deve sapere quali sono le ditte cialtrone e non comprare nemmeno più una giccia del loro prodotto.
    Senza i nomi questo dell’articolo di denuncia è solo aria fritta.

  4. Roberto La Pira

    Biancaneve, i nomi per adesso non si sanno purtroppo. C’è però un particoalre da precisare la frode fa male al portafoglio non certo alla salute, l’olio deodorato o deacidificato non fa certo male all’organismo. Basta solo dire che "l’olio di oliva" subisce una raffinazione molto più robusta e non è certo da sconsigliare

  5. Isabella Di Leonardo

    E’ obbligatorio sull’olio scrivere da chi è stato prodotto (art. 3 Decreto Legislativo 109/92)anche se il marchio può essere di chi lo vende o di altri, quindi anche se non sono stati trasmessi i nomi delle aziende che lo commercializzano potete leggerlo sull’etichetta. Quando comprate olio extravergine al super o ipermercato dunque leggete bene l’etichetta (di solito è scritto nel retro sul margine inferiore ….prodotto da ….presso lo stabilimento di….etc…). Isabella

  6. Alberto Grimelli

    Buonasera a tutti, prima di tutto confermo quanto già detto da Roberto La Pira. L’olio in questione non fa male alla salute. E’ però una truffa perchè non rispetterebbe quanto dichiarato in etichetta. In altre parole, il consumatore paga come se fosse extra vergine ma in realtà è un gradino, o due, più in basso quanto a qualità e costo.
    Quanto ai nomi delle aziende che hanno confezionato l’olio venduto loro dall’Olearia Valpesana ulteriori accertamenti sono in corso. Presso una di queste imprese sono state poste sotto sequestro 450 tonnellate di extra vergine truffaldino.
    Fino a prova contraria, però, queste aziende potrebbero essere parte lesa, ovvero essere state truffate a loro volta dalla Valpesana Spa. E’ questa la ragione prevalente, ma non la sola, per cui gli inquirenti non hanno diffuso tutti i nomi. Ulteriori indagini sono in corso. Sono state sequestrate anche tonnellate di documenti. Il pm Natalini ha dimostrato di non aver paura di fare nomi e cognomi. Occorre attendere fiduciosi.

  7. Daniele Giovanni Monaco

    Le aziende che comprano olio adulterato sono complici dell’azienda che lo produce e quindi altrettanto responsabili poiché fungono da "ricettatori". Quanto consapevolmente questo avvenga non ha importanza perché un’azienda di "alto livello" è tenuta a controllare i suoi fornitori ed ancor più il loro prodotto secondo quella "rintracciabilità" di cui molti si riempono solo la bocca. Purtroppo tutto ciò ha un costo che molte aziende non hanno intenzione di sostenere a discapito del consumatore che, in piena crisi economica, è allettato dal prezzo più basso. Poichè oggi si parla tanto di disoccupazione e crescita del paese, i parlamentari, invece di aumentare le tasse, facessero delle leggi che impongano controlli più rigidi che premino le aziende di "qualità" e puniscano gli impastori, corrotti e corruttori con sanzioni pari o superiori al valore dell’indebito incasso.
    Dr. Daniele G. Monaco (Tecnologo Alimentare)

  8. Se è un’azienda "di alto livello" è certamente in regime di certificazione di qualità; questo significa che dichiara di espletare controlli sui fornitori e di tenerne registrazione.
    Inoltre l’azienda è verificata almeno annualmente da un ‘ente certificatore’ che convalida la certificazione…
    un po’ come la normativa sulla privacy che anche questo sito richiede: carta….

  9. Su non scherziamo … quando comprate l’olio extra vergine da 4-5 Euro il LT al supermercato pensate veramente che sia olio Toscano extra vergine, come mai io abitando nel cuore del Chianti e comprandolo direttamente dal produttore non riesco ad andare al di sotto degli 8 euro ?? Al supermercato considerando i vari passaggi e il trasporto, alla fonte quanto lo pagano ? 1 â

  10. Bravo fabio, condivido in pieno. Non capisco dove sia la sorpresa, trovano olii a 4-5 euro al litro si dovrebbe essere sicuri che non si sta comprando olio extravergine di oliva toscano (come di tante altre regioni italiane). Il problema sono i controlli che probabilmente non sono così facili e di truffe ne vengono smascherate poche. Meglio fidarsi dei produttori che degli imbottigliatori il rischio c’è sempre, ma è minore. Gli imbottigliatori possono anche passare come "parte lesa", ma una responsabilità ce l’hanno perchè loro il prezzo vero dell’olio lo dovrebbero conoscere.

  11. x Isabella di Leonardo:
    purtroppo il DLgs 109/92 prevede che in etichetta vada indicato lo stabilimento di confezionamento… Da quello che si evince dall’articolo, sembra che l’Azienda Olearia Valpesana vendesse l’olio taroccato sfuso alle altre "note" aziende olearie che lo imbottigliavano in proprio: non troverai pertanto sulle confezioni etichette con la dicitura: "confezionato nello stabilimento di Monteriggioni (SI)", bensì i rispettivi indirizzi degli stabilimenti delle aziende coinvolte. Finchè non verranno rivelati i marchi commerciali con cui veniva venduto l’olio taroccato, non c’è modo di sapere, semplicemente leggendo l’etichetta, se si è acquistata una bufala o meno.

  12. Problemi triti e ritriti. Se tutto va bene si triveranno una sanzione minima per omessa veridicità in etichetta e qui si chiuderà la faccenda. Il problema non sono i produttori o i commercianti, essi trovano terreno fertile. E’ l’educazione al Consumatore che manca.

  13. A noi consumatori finali arrivano molto spesso questo tipo di segnalazioni da fonti di tipo giornalistico che hanno , sembra , la vocazione del bene comune e la tutela della salute dei cittadini , peccato però che quasi mai ci vengono fornite le possibilità di difenderci ed allo stesso tempo premiare chi sul mercato si comporta correttamente , con l’unico modo possibile e cioè facendo informazione fino in fondo e fornendo i nomi delle aziende coinvolte nelle truffe direttamente ed indirettamente perchè comunque con o senza provato coinvolgimento il loro prodotto si trova sul mercato .

  14. Marco Mancinelli

    Il fatto è gravissimo, non possono esserci attenuanti. Il Made in Italy alimentare è una risorsa del nostro Paese ed è essenziale reprimere ogni sorta di frode: occorre tutelare i consumatori e le aziende che si comportano in modo corretto. Sempre.