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Nutella, Novi, Pernigotti… Cos’è cambiato negli ultimi anni tra le creme spalmabili al cacao e nocciole

nutella creme nocciola cacao spalmabili novi pernigottiNutella è la crema spalmabile al cacao e nocciole più famosa nel mondo occidentale. Come già visto in un articolo di confronto realizzato alcuni anni fa, ci sono altre aziende italiane che propongono creme spalmabili a base di nocciole e cacao come: Novi, Pernigotti e diversi vasetti con le marche dei supermercati come: Carrefour, Coop ed Esselunga. A distanza di tre anni abbiamo voluto verificare cos’è cambiato. Nell’elenco delle marche commerciali abbiamo aggiunto Conad e il prodotto Terre d’Italia di Carrefour venduto a un prezzo maggiore rispetto alla media.

L’elemento decisivo per valutare la qualità di questi prodotti è la quantità di nocciole perché rappresentano l’ingrediente più pregiato, insieme al burro di cacao e al cacao. Nel vasetto di Novi la percentuale di nocciole arriva al 45%, seguita da Terre d’Italia 40% e dalle due varianti Pernigotti rispettivamente 33 e 29%. Nutella, Carrefour, Esselunga e Conad si trovano in coda con il 13%, mentre in ultima posizione troviamo Coop Solidal con il 10%.

Il secondo ingrediente di rilievo è lo zucchero presente in tutti i vasetti, ma in misura diversa. Si trova al primo posto nella lista degli ingredienti di Nutella e nelle spalmabili firmate: Coop, Carrefour, Esselunga e Conad.

Anche gli oli vegetali hanno un ruolo molto importante. Rispetto a tre anni fa il panorama cambiato. Se nel 2015 prevalevano le marche con olio di palma, adesso solo Nutella, Conad e Carrefour mantengono nella ricetta l’olio tropicale. Coop Solidal ha optato per il girasole e anche Esselunga abbina girasole e burro di cacao. Grazie a questo cambiamento le due creme hanno quasi dimezzato il contenuto di acidi grassi saturi, Coop Solidal è scesa dal 13,1% al 7%, mentre Esselunga dal 10% al 5,1%. La scelta migliore è quella di Novi, Terre d’Italia e Pernigotti che, avendo un elevato contenuto di nocciole, usano ridotte quantità di grassi, che sono comunque di pregio come burro di cacao e burro di latte anidro.

Nutella que choisir
Composizione della Nutella

Le differenze di costo sono molto evidenti e sono correlate alla quantità di nocciole. Per orientarsi abbiamo redatto una tabella con il prezzo delle creme facendo sempre riferimento al vasetto di Nutella da 200 g proposta a circa 12 €/kg. Terre d’Italia Crema Gianduia costa quasi il triplo (33 €/kg), mentre Novi viene venduta a 17-20 €/kg.

Quando il barattolo di crema diventa più grande, da 350-450 g, il prezzo di Nutella scende a 8 €/kg e quello di Esselunga a 4 €/kg, mentre i prezzi di Carrefour e Conad si posizionano intorno a 5 €/Kg. Coop Solidal è venduta a poco meno di 7 4 €/kg e Pernigotti, che ha una quantità di nocciole superiore, costa quasi il doppio.

Anche per le creme abbiamo preso in esame l’etichetta a semaforo francese Nutri-Score (*) che in base alle caratteristiche nutrizionali attribuisce un colore al prodotto. Nutella, Carrefour e Pernigotti gianduia guadagnano il rosso per l’elevato contenuto di zuccheri, mentre il giudizio diventa più benevolo e il colore passa ad arancione per le altre creme che contengono meno grassi saturi e meno zuccheri. In ogni caso si tratta di prodotti da gustare con moderazione e saltuariamente.

crema nocciola cacao 2018 Acrema nocciola cacao 2018 b

nocciolata rigoni di asiago
La Nocciolata Rigoni di Asiago è stata aggiunta in seguito alle richieste di diversi lettori

 

Prezzi al kg dei vasetti di crema alla nocciola. In alto sono riferiti ai barattoli da 200 g, in basso ai barattoli da 350-450g

(*) L’etichetta semaforo modello Nutri-Score è generata dal sito Open Food Facts. Si tratta del modello di etichettatura adottato in Francia, che dà un punteggio agli alimenti sulla base dei nutrienti (considerando sia quelli benefici per la salute sia quelli da limitare). L’etichetta prevede una gamma di cinque colori, che varia tra il verde intenso e il rosso, passando per il giallo e l’arancione, abbinati alle prime cinque lettere dell’alfabeto, dalla ‘A’ alla ‘E’. Le lettere esprimono il livello di salubrità (ottimo per la ‘A’, minimo nella ‘E’). Il sistema è adottato volontariamente dalle aziende.

Francesca Avalle

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15 Commenti

  1. Se il Nutri Score francese è pensato e realizzato per confrontare alimenti simili e quindi avere un riscontro utile per la scelta di quelli migliori, come si spiega la poca differenza nel giudizio (solo rossi ed arancioni tra la migliore e la peggiore), per creme molto diverse tra loro per composizione della ricetta (quantità di nocciole) e qualità/quantità dei grassi aggiunti (olio di palma)?
    Dipende forse dall’apporto calorico totale delle creme valutate per 100g di prodotto e non per una dose giornaliera, come sarebbe più corretto operare?
    E se tutti gli ingredienti fossero biologici come potrebbe variare il giudizio complessivo di queste creme di nocciole?
    Infine cosa dire della crema Esselunga a 4 euro/kg senza olio di palma (la metà della Nutella Ferrero), che dimostra che si può fare anche senza il palma ed a metà prezzo!? Ma con solo il 13% di nocciole non può certo meritare lo stesso giudizio arancione delle creme Novi e Terre d’Italia che ne hanno il triplo.

    • Giulia Crepaldi

      Gentile Ezio,
      tutte le creme spalmabili prese in considerazione hanno un contenuto calorico simile (intorno alle 530 kcal per 100 g), ma è lo zucchero il principale responsabile dell’abbassamento del punteggio: tutte i prodotti hanno tra i 40 g e i 60 g di zucchero che penalizzano molto il giudizio, anche quelle con ingredienti di maggiore qualità.
      Nel caso della crema Esselunga, così come quella di Coop, a migliorare il Nutri-Score è il contenuto di grassi saturi, che è inferiore per via dell’impiego di olio di girasole e burro di cacao.
      L’uso di materie prime da agricoltura biologica, invece, non influirebbe sul Nutri-Score, perché dà un giudizio solo sulle caratteristiche nutrizionali e non sulla tipologia di ingredienti utilizzati. Per questo motivo, va sempre letta la lista degli ingredienti, oltre alla dichiarazione nutrizionale, che sia accompagnata o meno dalle etichette a semaforo

    • Concordo perfettamente con l’indicazione finale, perché il giudizio qualitativo di un alimento non può dipendere solamente dal conteggio calorico, che però ricordiamolo va sempre fatto sulla dose quotidiana mediamente assunta (golosi a parte) e non sul teorico potenziale x100g.

  2. invece la Nocciolata Rigoni D’Asiago?

  3. La Crema Novi sembrerebbe la migliore soltanto che, secondo me, il difetto maggiore è dato dal suo contenitore che è di plastica e la plastica a contatto con oli e grassi non sia molto salutare.

    • Vero
      e qualcuno sa perchè Novi si ostini a non commercializzare un baratollo superiore ai 200 g?????

    • Buongiorno Giorgio, tutte le confezioni e gli imballaggi che si trovano sugli scaffali, indipendentemente dalla tipologia di materiale e dal brand coinvolto, devono rispondere a rigide imposizione che la legge impone. Si deve inoltre considerare che la plastica è il materiale più normato in Europa e le marche di cui si parla in questo articolo spesso stabiliscono protocolli di valutazione e test ben più articolati rispetto ai requisiti minimi che la legislazione impone.

  4. Considerazione pratica. La Crema Novi esiste solo nel formato 200 g. Al di la di promozioni e offerte il costo resta sempre il piu’ elevato del lotto. I barattoloni di Nutella, in offerta, li paghi, al kg anche un quarto di quanto costa la Novi. Nei bilanci non sempre floridi delle famiglie puo’ essere spesso un elemento determinante nella scelta

    • Tenendo conto che parliamo di un dolciume ad uso voluttuario e non di un alimento d’uso quotidiano come la pubblicità vorrebbe incoraggiare, meglio poco ma buono anche se caro.
      In alcuni paesi dove l’obesità è già un problema sociale sanitario, stanno applicando la sugar tax per scoraggiare il consumo di alimenti e bevande troppo ricchi di zuccheri, quindi un dolciume di qualità ad un prezzo non troppo economico è in linea con la prevenzione salutistica, costringendoci a diminuire un eccessivo consumo dannoso per la salute ed il portafoglio.
      Poi per un consumo limitato ed occasionale va bene quasi tutto.

    • Condordo appieno con il sig.Ezio … non si tratta di alimento necessario, ma dolciume ad uso limitato.
      In casa mia (come nella maggioranza delle case) ne fa uso mio figlio di 8 anni … per cui preferisco spendere qualche cosa in più preferendo la qualità … e credo che questo “quanto” in più non è poi di molti euro se lo rapportiamo ad una spese annua (basta calcolare quanti giorni dura un vasetto)
      Ergo … acquisto Novi, con buona pace delle pubblicità sull’olio di palma “sostenibile” …

  5. Nulla ha a che vedere con il valore nutrizionale ma ci sono rimasto molto male quando ho scoperto che la Pernigotti di italiano ha solo il nome. Infatti come lugo di produzione c’è scritto “Made in TR” che non è Terni ma bensi Turchia. Immagino che le nocciole non siano Piemonte ma soprattutto mi meraviglio che la legislazione consenta queste ambiguità. Quante persone capiranno che stanno mangiando un prodotto non italiano ? Perche consentire di usare la sigla nazionale automobilistica e non il nome per esteso ?

  6. rosalba faraci

    buongiorno, mi piacerebbe sapere l etichetta nutri score della crema nocciolata Rigoni, strano che non sia stata presa in considerazione, dato che e’presente in tutti i supermercati!