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L’olio extravergine di oliva italiano deve avere al massimo 30 mg di alchil esteri. Solo così non è deodorato

oliera olio ristoranteL’articolo sulle frodi dell’olio extra vergine di oliva, basato sul documento dell’Eurispes che evidenziava come quasi la metà di 102 campioni esaminati in laboratorio dall’Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e Repressione Frodi dei Prodotti Agroalimentari (ICQRF) fosse di origine dubbia per l’elevato tenore di alchil esteri, ha creato qualche polemica.

 

Massimo sostiene che:

la legge a cui fa riferimento Grimelli e a cui farebbero riferimento gli organi di controllo, non è applicabile. La rivista Altroconsumo recentemente ha effettuato un’indagine analizzando una serie di campioni di bottiglie di olio extra vergine di oliva prelevato dagli scaffali della grande distribuzione. Tutti i campioni sono risultati conformi alla legge in vigore, sia dal punto di vista chimico che sotto l’aspetto organolettico. Quindi la dichiarazione che il 49% bottiglie su 102 esaminate sarebbero non conformi, rispetto ad una legge inapplicabile è assolutamente fuori luogo. Inoltre, senza “scomodare” fantomatici oli deodorati, è bene rilevare che sia oli vergini italiani che oli spagnoli ottenuti da olive mature, hanno costi di produzione e vendita decisamente più bassi rispetto a quanto si scrive.

 

olio_186238439C’è un altro elemento da considerare, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, si è espressa sulla legge 14 gennaio 2013, n. 9, recante “Norme sulla indicazione dell’origine e classificazione degli oli di oliva vergini”, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 31 gennaio 2013 ed entrata in vigore il successivo primo febbraio. “Pur apprezzando le finalità della legge che mira a rafforzare la trasparenza e gli strumenti di lotta alla contraffazione ed alle frodi sugli oli extra vergini di oliva, a tutela dei consumatori e della leale concorrenza tra le imprese, l’Autorità – si legge – intende richiamare l’attenzione degli organi in indirizzo sui seguenti profili, anche in considerazione del fatto che l’Autorità è direttamente chiamata a svolgere importanti funzioni in materia. Anzitutto, sotto un profilo formale, si ricorda che il testo completo della Legge è stato sospeso nell’ambito della procedura TRIS (Technical Regulation Information System) da parte della Commissione Europea che, con decisione n. 2012/650/I, del 22 novembre 2012, ha disposto la sospensione del testo per un periodo di 12 mesi, ossia fino al 22 novembre 2013!

Massimo

olive olioRisponde Alberto Grimelli direttore di Teatro Naturale e collaboratore de Il Fatto Alimentare

Mi sembra che il lettore confonda, ma capita spesso, il decreto sviluppo 2012 (conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83) con la legge Mongiello (legge 9/2013). È nel decreto sviluppo, articolo 43 comma 1 bis, che è contenuto il limite di 30 mg/kg degli alchil esteri. La Commissione Ue ha richiesto spiegazioni all’Italia sull’applicazione di tale norma ma non l’ha mai né bloccata né ha aperto procedure di infrazione al riguardo.

 

Volendo fornire un’informazione più completa riporto per intero il testo dell’articolo in questione: “Al fine di prevenire frodi nel settore degli oli di oliva e di assicurare la corretta informazione dei consumatori, in fase di controllo gli oli di oliva extravergini che sono etichettati con la dicitura «Italia» o «italiano», o che comunque evocano un’origine italiana, sono considerati conformi alla categoria dichiarata quando presentano un contenuto in metil esteri degli acidi grassi ed etil esteri degli acidi grassi minore o uguale a 30 mg/Kg. Il superamento dei valori, salvo le disposizioni penali vigenti, comporta l’avvio automatico di un piano straordinario di sorveglianza dell’impresa da parte delle autorità nazionali competenti ai controlli operanti ai sensi del regolamento (CE) n. 882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004.” Lo stesso Ministero delle politiche agricole, visto i pareri discordanti in merito all’applicazione della disposizione ha poi fornito la seguente interpretazione autentica: “In merito all’attuazione delle previsioni di cui all’art. 43, comma 1 bis, del D.L. n. 82/2012, si fa presente che la norma in questione rende obbligatoria la predisposizione di un “piano straordinario di sorveglianza” nei confronti delle imprese che hanno commercializzato le partite di olio extra vergine di oliva riscontrate alle analisi con valore «alchil esteri» superiore ai 30 mg/kg. Dall’esito del predetto piano dipenderanno eventuali, ulteriori determinazioni nei confronti delle imprese interessate.”

 

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È quindi dall’applicazione dell’articolo 43 comma 1 bis del decreto sviluppo 2012 che sono scaturite le indagini delle autorità di controllo i cui risultati sono stati riportati da Eurispes. In riferimento alla presunta sospensione della legge Mongiello, specie relativamente ad aspetti regolatori del mercato (come il divieto di vendite sottocosto) si ricorda che, non costituendo regole tecniche, non possono essere sottoposte a sospensione, come da Corte di Giustizia, punto 42, sentenza 16 settembre 1997, nella causa C-279/94. La sospensione dell’intera norma sarebbe quindi illegittima da parte della Commissione europea. Una questione giuridica che, per essere dibattuta, avrebbe bisogno di una causa presso la Corte di Giustizia. Si tratta di un percorso che né l’Italia né la Commissione vogliono intraprendere. A questo proposito ricordo che sebbene la legge Mongiello sia in vigore e sia applicata nel nostro Paese l’Ue non ha mai aperto procedure di infrazione nei nostri confronti.

 

Alberto Grimelli

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Foto: Photos.com

  Redazione Il Fatto Alimentare

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4 Commenti

  1. Bene, voglio sapere sempre cosa compro

  2. Non desidero mostrarle le prove di ciò che sostengo, non ne vale la pena.
    Le dico soltanto che personalmente sono un europeista convinto e quindi mi rifaccio solo ed esclusivamente alle leggi in vigore in Europa.
    Molti altri soggetti sono al contrario europeisti solo a convenienza. Non lo sono quando l’UE legifera in maniera contraria alle loro dispotiche e confusionarie richieste, ma lo sono e molto convinti pure, quando si tratta di ricevere ogni sorta di contributo in danaro dalla stessa UE. Oggi come ieri allorquando l’Italia aveva numeri produttivi da capogiro con rese da olive, forse OGM, già all’epoca.

  3. gianfranco zambelloni

    Caro Massimo, è inutile arrampicarsi sugli specchi. Se su un prodotto c’è scritto che è ” italiano”, deve essere al cento per cento italiano. Altrimenti è inutile scriverlo, anzi è una truffa.

  4. A parte le evidenti confusioni tra le diverse normative, vale la pena di precisare:
    – che un alto livello di alchili esteri non è legato all’origine delle olive, ma semplicemente allo stato delle olive al momento della molatura;
    – con la conseguenza che potremmo trovare oli extravergini da olive italiane con valori alti di alchili e oli extravergini con olive tunisine con valori più bassi.

    Potremmo dilungarci sull’attribuzione dell’origine ai prodotti della molatura delle olive, ma è un’altra storia.