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Fior di Loto contro Striscia la Notizia: i biscotti non contengono tracce di latte, le analisi dell’azienda smentiscono la tesi di Staffelli

fior di loto
La Fior di Loto S.r.l. aveva ritirato dal mercato cinque lotti di biscotti Cuori di Mais sospettati di contenere tracce di latte

Un mese fa l’azienda Fior di Loto S.r.l. ha ritirato dal mercato cinque lotti di biscotti Cuori di Mais (con mela e carota) in confezione da 250 g, sospettati di contenere tracce di latte, contrariamente a quanto scritto in etichetta. A segnalare l’irregolarità alla ditta è stato Valerio Staffelli, inviato per Striscia la Notizia, dopo aver sottoposto diverse confezioni a test di laboratorio, il cui esito aveva evidenziato la presenza di tracce di latte.

A seguito dell’incontro con Staffelli, l’azienda ha effettuato ulteriori analisi sui biscotti e, contemporaneamente ha ritirato il prodotto dal commercio in via cautelativa, avviando una campagna di richiamo che anche Il Fatto Alimentare ha rilanciato. Il 24 febbraio, a distanza di una settimana dall’incontro con l’inviato e dall’inizio del ritiro dei prodotti, va in onda la puntata di Striscia la Notizia con il servizio sui biscotti.

 

La storia non è finita perchè le analisi commissionate da Fior di Loto a due diversi laboratori non hanno riscontrato tracce di latte nei biscotti e per questo il 14 marzo, l’azienda pubblica sul sito un comunicato ufficiale (vedi sotto) che scagiona i biscotti Cuori di Mais.

 

striscia la notizia allergici
L’irregolarità è stata segnalata da Valerio Staffelli, inviato per Striscia la Notizia, dopo aver effettuato test di laboratorio che avevano messo in evidenza la presenza di tracce di latte

Il laboratorio UL-Conal, a cui si è rivolto Striscia la Notizia, difende però i propri risultati. Com’è possibile che le analisi diano esiti così differenti? Abbiamo chiesto a Giorgio Volponi (UL-Conal) che ha effettuato le analisi per il programma tv:

«Non possiamo rispondere in modo esaustivo a questa domanda in quanto non conosciamo le procedure e il sistema qualità adottati dall’azienda, ma potremmo ipotizzare che, quando si verificano situazioni analoghe, una delle ipotesi è che le contaminazioni accidentali derivino da una non corretta sanificazione dell’impianto, tra una produzione che impiegava latte e quella di un lavorato privo di latte, o comunque all’interno della filiera con una produzione “mista”. Questo potrebbe spiegare in parte la contaminazione limitata ad alcune unità dei lotti, ovviamente queste sono solo supposizioni, come già anticipato precedentemente.»

 

Un’ultima nota riguarda i laboratori presso cui sono stati effettuati i test, che per entrambe le parti sono enti accreditati. Ma bisogna fare dei distinguo perché il laboratorio UL-Conal, pur essendo un punto di riferimento per le analisi in campo alimentare, non ha l’accreditamento specifico per la ricerca degli allergeni del latte.

Per quanto riguarda Fior di Loto, possiamo solo riferire quanto dichiarato dall’azienda, secondo cui le metodiche analitiche dei propri laboratori sono accreditate, anche se non hanno voluto precisare di quali laboratori si tratta.

Attendiamo prossimi sviluppi. Vi terremo aggiornati.

 

Di seguito il comunicato dell’azienda

biscotti fiori di loto mais
I biscotti “Cuori di mais”

Con riferimento al richiamo ed al ritiro dal commercio di biscotti a nostro marchio – Cuori di Mais in confezione da 250 g (con mela e carota) con termine minimo di conservazione 24/07/2014 – 16/09/2014 – 17/10/2014 – 19/11/2014 – 09/12/2014 -, si comunica che l’allarme è completamente rientrato.

Tale operazione, infatti, è stata da noi effettuata in via cautelativa a fronte di una segnalazione pervenutaci e diffusa al pubblico dalla trasmissione televisiva “Striscia la Notizia”.

Tale operazione, infatti, è stata da noi effettuata in via cautelativa a fronte di una segnalazione pervenutaci e diffusa al pubblico dalla trasmissione televisiva “Striscia la Notizia”. FRASE RIPETUTA

Tale segnalazione ha interessato alcuni dei suddetti lotti in quanto in essi, a detta del personale del programma, sarebbe stata rilevata la presenza in tracce di non meglio specificata “proteina del latte”.

Nonostante avessimo motivo di ritenere la regolarità di tali prodotti, in quanto tutte le analisi che effettuiamo hanno sempre offerto riscontri negativi per latte e lattosio, contestualmente alle operazioni di ritiro e richiamo sono state nuovamente effettuate analisi chimiche presso il nostro laboratorio accreditato di riferimento, nonché analisi chimiche, sugli stessi lotti, da parte del nostro fornitore a mezzo del proprio laboratorio di analisi accreditato.

Tali analisi sono caratterizzate da metodiche volte alla ricerca di eventuali tracce di proteine del latte (Beta-lattoglobuline e caseine) ed anche di lattosio (ancorché quest’ultima sostanza non fosse interessata dalla predetta vicenda). A differenza di quanto è stato affermato nella suddetta trasmissione televisiva, gli esiti analitici sono risultati TUTTI NEGATIVI, esattamente come emerso in sede di precedenti analisi, non essendo emersa alcuna contaminazione dei biscotti da proteine del latte e da lattosio.

Siamo lieti di poter confermare la regolarità del nostro operato e di poter confortare i nostri consumatori ed i nostri clienti sulla sicurezza dei nostri prodotti.

Il Fior di Loto S.r.l.

 

Sara Rossi

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  Redazione Il Fatto Alimentare

Redazione Il Fatto Alimentare

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8 Commenti

  1. Secondo me tutti questi allarmismi mediatici molto in voga negli ultimi anni e aggiunti alle bufale che circolano sui social network e non solo contribuiscono a creare maggior confusione nel consumatore che già di per se conosce troppo poco quello che è il mondo alimentare…
    staremo a vedere come finirà la storia…

  2. Concordo con Paolo; bisogna usare molta attenzione perché a furia di gridare “al lupo” si rischia di ottenere l’effetto contrario.

  3. Mah, su i servizi di questo genere ho molta diffidenza da quando il medesimo fece un gran allarme sull’incenso indiano concludendo il servizio con la domanda : quanto incenso c’è nell’incenso indiano? il chimico risponde prontamente niente.
    E’ come chiedere quanto fico c’è nel fico d’india.

  4. per quanto riguarda le analisi occorre confrontare i metodi, il limite di rilevabilità e l’incertezza di misura.
    Se da una parte cerco il lattosio e dall’altra la caseina, è chiaro che difficilmente posso avere valori unanimi.

  5. Un dubbio, una domanda:
    tra migliaia di prodotti con possibili tracce di decine di allergeni, cosa fa scegliere “a caso” questi biscotti?
    Striscia a caccia di bufale mirate o segue un metodo?
    Approvo la loro caccia a truffatori e malandrini di ogni genere, ma cercare un ago nel pagliaio degli alimenti, forse meglio lasciarlo fare alle istituzioni, come già fanno e non creare panico tra i consumatori, facendo i giustizieri a casaccio.

  6. Per le proteine del latte ci sono metodi immunologici estremamente sensibili che individuano anche le tracce, ed i laboratori accreditati in proposito per le specifiche analisi (unici idonei a dare i risultati) sicuramente li utilizzano. La stessa cosa, con metodi cromatografici sofisticati, per la presenza o assenza di lattosio. Se Striscia ha utilizzato i risultati di un laboratorio non accreditato per le analisi specifiche, farebbe bene almeno a chiedere scusa, se non a pagare i danni diretti ed indiretti.

  7. Striscia la Notizia nel suo servizio ha mostrato dei report ufficiali con tanto di valori riscontrati. Come mai l’azienda in questione non ha pubblicato i report dei suoi laboratori sul proprio sito web e non ha voluto nemmeno precisare a quali laboratori si affida? Sarebbe stata un’utile informazioni per i consumatori, e sicuramente ci sarebbe stata più trasparenza rispetto a comunicato del quale doversi fidare ciecamente. Al solito in questi casi sono i consumatori ad essere danneggiati!

  8. Quando c’è un’allerta alimentare con un ritiro di merce dagli scaffali, per nostra fortuna scatta tutta una serie di iniziative da parte delle istituzioni preposte, che non permettono di nascondersi dietro laboratori fantasma o accondiscendenti, pena la denuncia all’autorità giudiziaria.
    Quindi trasparenti o no le analisi devono essere negative, altrimenti, oltre gli ingenti danni del ritiro, la pubblicità fortemente negativa sul marchio, si aggiungerebbe anche una denuncia penale.
    Non credo proprio che il produttore ed il laboratorio vogliano rischiare anche questo, per una eventuale contaminazione accidentale senza dolo.