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Escherichia coli 104: il commissario Dalli riferisce al Parlamento europeo. Dure critiche al sistema di informazione tedesco

Il 14 giugno il Commissario per la Salute e i Consumatori John Dalli è tornato al Parlamento europeo – questa volta alla Commissione Ambiente, Sicurezza Alimentare e Salute pubblica – per fornire un aggiornamento sulla crisi tedesca della E. coli. In breve:

Il Commissario riferisce 3.300 casi di E. coli riportata, 818 casi di pazienti affetti da complicazioni, 35 vittime in Germania e 1 in Svezia. Altre se ne attendono nei prossimi giorni, in ragione del periodo di incubazione e della scarsa efficacia delle cure.

– L’epicentro della crisi è la città di Amburgo, e non si ha notizia di fonti di contaminazione di origine diversa.

– La Commissione ha attivato sin dal 22 maggio le sinergie con le autorità sanitarie degli Stati membri per discutere le misure di prevenzione e trattamento. E’ stato chiesto al centro europeo per la prevenzione delle epidemie (ECDC) di fornire indicazioni sulle buone prassi da applicare, che sono già disponibili sul nostro sito internet in tutte le lingue ufficiali. Abbiamo chiesto alla ECDC di istituire una piattaforma per lo scambio delle buone prassi sulle cure.

La Commissione ha chiesto all’Efsa di isolare il batterio e di coordinare l’indagine epidemiologica in Germania. Il laboratorio di riferimento, l’ISS in Italia che il Commissario ha visitato la settimana scorsa, ha sviluppato un nuovo metodo d’analisi capace di fornire risultati in 48 ore anziché in 5-6 giorni.

– La Commissione continuerà a collaborare con i Ministeri della Sanità e mantiene le informazioni aggiornate sul sito web.

– Il 5 giugno gli esperti dell’Efsa si sono recati in Germania per verificare le misure di monitoraggio e l’individuazione delle cause del focolaio.

– Il 7 giugno il Commissario ha riferito le informazioni disponibili al Parlamento in assemblea plenaria.

– Lo stesso giorno la Commissione si è rivolta alla Presidenza ungherese del Consiglio degli Stati membri per valutare le misure a sostegno dei comparti agricoli danneggiati.

Il ceppo di E. coli 104 è stato identificato nei germogli realizzati nell’azienda individuata in Germania. Indagini epidemiologiche proseguiranno per verificare il legame tra i germogli della citata azienda e i soggetti danneggiati.

– E’ fondamentale che le autorità nazionali non si affrettino a dare informazioni non sostenute da dati scientifici, non bisogna generare falsi allarmi e paure non necessari. Coordinamento, divulgazione dell’informazione, comunicazione sono al centro delle nostre attenzioni. Dobbiamo fare tesoro di questa crisi per imparare come migliorare  le procedure di gestione del rischio.

Prosegue il dibattito tra il primo ministro russo Medvedev e il presidente della Commissione europea Barroso. La Commissione europea, avendo identificato la fonte di contaminazione nei germogli dell’azienda tedesca in questione, non ha ritenuto opportuno introdurre divieti.

L’eurodeputata Pylar Ayuso lamenta che a tutt’oggi non è stata identificata la vera causa della contaminazione dei germogli incriminati con E. coli. Ma come è possibile, considerato che questo batterio è considerato nella letteratura da oltre 15 anni e le regole europee sulla rintracciabilità dovrebbero permettere di risalire alla precisa origine degli alimenti? E ancora, l’On.le Ayuso evidenzia al Commissario la gravità dell’allarme sociale generato da questa vicenda, al punto che addirittura all’ingresso del ristorante di un’istituzione europea la settimana scorsa era apposto un cartello con scritto “qui non si servono prodotti spagnoli”.

Quanto è successo non si deve ripetere, e bisogna sollecitare la puntuale applicazione del regolamento UE n. 16/2011 (procedure del sistema di allerta rapido RASFF, http://www.ilfattoalimentare.it/presto-nuove-regole-e-p.html), anche nella parte in cui si prevede che ogni Stato membro designi un referente per la gestione e comunicazione dell’allerta.

Altri eurodeputati contestano come inaccettabile l’approccio delle autorità tedesche, che hanno lanciato un allarme pubblico sui cetrioli spagnoli (poi rivelatisi innocenti) prima ancora di attivare i contatti con la Commissione e gli altri Paesi membri.  Inaccettabile anche la perdita di tempo nel trasferire le notizie e i dati dalle autorità regionali a quella nazionale, da questa all’Istituto Koch e poi alla Commissione.

La deputata Linda Mc Ewan va poi al nocciolo della questione: è appena rientrata dagli Stati Uniti dove una simile epidemia è occorsa negli anni passati, e la sua origine è stata ravvisata in una cattiva gestione delle prassi igieniche in agricoltura. Chiede quindi al Commissario quale è la lezione da apprendere, in che modo si potrà garantire un maggior presidio della sicurezza dei prodotti ortofrutticoli.

Il Commissario ha affermato la sua insoddisfazione su come sono stati gestiti i flussi d’informazione e il coordinamento e si è lamentato con i ministri federali dei Lander in Germania. Ma le procedure possono venire migliorate, vi è bisogno di un più efficace coordinamento a livello nazionale.

Oltretutto, come le reazioni della Russia dimostrano, è l’intera Europa a patire le conseguenze di queste situazioni. La comunicazione richiede particolare cautela, in particolare quando si intende attribuire una “nazionalità” alla causa del problema Escherichia coli. In ogni caso la comunicazione deve essere univoca, mentre in Germania i diversi Lander e lo stesso Ministero hanno fornito notizie incoerenti.

da Bruxelles Dario Dongo

Foto:Photos.com

 

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Un commento

  1. …ma l’EFSA, sempre pronta a dire la sua, anche su argomenti non proprio di sua pertinenza (benessere animale, ecc.), perchè tace ostinatamente da settimane sull’E.coli tedesco ? Forse aspetta che l’emergenza finisca per fareindiscriminatamente le pulci a tutti e dire che tutti hanno sbafliato, tranne, ovviamente, l’EFSA stessa ?
    Eppure, tolte le vocali estreme del suo acronimo, rimane solo "Food Safety" !
    L’istituzione dell’EFSA, del resto, è sta promossa soprattutto dal "Libro Bianco" del 2001 per tranquillizzare i consumatori UE , terrorizzati da "mucca pazza", diossina nei mangimi e nei polli e salmonellosi dilagante di quegli anni…mah !