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Coop dice basta alle ovaiole allevate in gabbia

uovaNegli oltre 1440 punti vendita Coop si trovano solo uova provenienti da galline di allevamenti a terra, all’aperto o biologici. La strada, già intrapresa con le uova a marchio del supermercato, è stata estesa a tutti i fornitori, supportati nelle innovazioni necessarie nei loro allevamenti. Per questa scelta il gruppo ha vinto il premio “Good Egg” della Compassion in World Farming, la maggiore organizzazione internazionale per il benessere degli animali da allevamento.

 

Le uova con il marchio del supermercato da sempre provengono da allevamenti a terra o biologici, dove le galline (nate e allevate in Italia, senza mangimi ogm e coloranti) possono razzolare. Sono poi controllate durante tutta la filiera di produzione per garantire i requisiti igienici e di sicurezza alimentare. Ora nei punti vendita si trovano solo uova di galline allevate a terra, all’aperto o biologiche anche dalle altre aziende.

 

gallinaI supermercati della catena anticipano così la Direttiva Europea del 1999 sulla protezione delle galline ovaiole che ha introdotto il bando delle gabbie di batteria convenzionali dal 1° gennaio 2012, allevamenti dove le galline sono costrette a vivere in spazi poco più grandi di un foglio di carta A4, impedite nei movimenti, obbligate a mangiare e sfornare uova a ripetizione.

«Siamo stati i primi a definire degli standard migliorativi di benessere animale negli  allevamenti di bovini, suini e avicoli con il nostro marchio, i primi ad aderire ai protocolli sui cosmetici non testati sugli animali, i primi a eliminare le pellicce dai capi del tessile», ha dichiarato Vincenzo Tassinari, presidente del Consiglio di gestione di Coop Italia. «Ora molti fornitori hanno riconvertito i loro allevamenti e noi li abbiamo incoraggiati. Auspichiamo che numerose altre imprese ci seguano, e confidiamo che questa nostra scelta dia un chiaro indirizzo al mondo della produzione».

  Redazione Il Fatto Alimentare

Redazione Il Fatto Alimentare

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