I supermercati Basko hanno pubblicato il richiamo di un lotto di penne rigate Via Verde Bio e uno di profiteroles, entrambi a marchio Primia, prodotti dall’azienda Agorà.

Le penne rigate Via Verde Bio sono state richiamate perché, dalle analisi effettuate su un pacco di pasta, è stata riscontrata la presenza di sei larve di insetto in un campione. Il lotto colpito è il numero L 72622265 da consumarsi entro il 27/06/2020, venduto in confezioni da 500 grammi. Il codice prodotto è 20201 3 e l’EAN 8030582700724.

Per quanto riguarda i profiteroles, invece, il provvedimento si è reso necessario per una non conformità di tipo chimico. I prodotti richiamati sono venduti in confezione da 85 grammi e appartengono al lotto D0797, con scadenza al 27/09/2017. Il codice prodotto è 46575 2 e l’EAN 8030582012186.

I consumatori in possesso dei due prodotti appartenenti ai lotti richiamati, sono pregati di riportarli presso il punto vendita Basko in cui sono stati acquistati.

Questi sono i richiami numero 64 e 65 segnalati da Il Fatto Alimentare nel 2017.

Per capire come funziona il servizio di allerta alimentare e come viene effettuato il ritiro dei prodotti dai punti vendita leggi il libro “Scaffali in allerta” edito da Il Fatto Alimentare. È l’unico testo  pubblicato in Italia che  rivela i segreti e le criticità di un sistema che funziona poco e male. Ogni anno in Italia vengono ritirati dagli scaffali dei punti vendita almeno 1.000 prodotti alimentari. Nel 10-20% dei casi si tratta di prodotti che possono nuocere alla salute dei consumatori, e per questo scatta l’allerta. La questione riguarda grandi aziende come Barilla, Mars…, catene di supermercati che commercializzano migliaia di prodotti con i loro marchi (Esselunga, Coop, Carrefour, Auchan, Conad, Lidl, Eurospin…), e anche piccole e medie imprese. Il libro di 169 pagine racconta 15 casi di richiami che hanno fatto scalpore. Fai una donazione e ricevi il libro in omaggio.

I lettori che hanno fatto una donazione riceveranno in omaggio il libro “Scaffali in allerta”, scrivendo in redazione all’indirizzo ilfattoalimentare@ilfattoalimentare.it

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