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Aggiornamento sull’obesità degli adulti nei paesi dell’Ocse. Italia terz’ultima, tasso stabile nell’ultimo decennio ma previsto in crescita

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Il tasso di obesità in Italia potrebbe aumentare dal 9,8% del 2015 al 13% nel 2030

Nell’ultimo decennio, il tasso di obesità della popolazione italiana al di sopra dei 15 anni d’età si è stabilizzato, ma da qui al 2030 potrebbe salire dal 9,8%, registrato nel 2015, al 13%. Lo afferma l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), che ha pubblicato il rapporto Obesity update 2017, frutto di una ricerca sulla situazione dell’obesità nei 35 paesi Ocse e a livello globale. Tra i paesi Ocse, solo Corea e Giappone hanno un tasso di obesità inferiore a quello dell’Italia, mentre la classifica è capeggiata dagli Stati Uniti con il 38,2%, seguiti da Messico (32,4%), Nuova Zelanda (30,7%) e Ungheria (30%).

Le proiezioni dell’Ocse indicano un costante aumento dei tassi di obesità tra gli adulti fino al 2030, che si prevede saranno particolarmente elevati in Usa, Messico e Inghilterra, dove la popolazione obesa potrebbe raggiungere, rispettivamente, il 47%, 39% e 35%. Al contrario, l’incremento dovrebbe essere più debole in Italia e in Corea, dove si presume possa raggiungere, rispettivamente, il 13% e il 9%. Nel 2030, Spagna e Francia dovrebbero attestarsi intorno al 21%.

Calcolando anche le persone in sovrappeso nei 35 paesi Ocse, quasi la metà degli adulti e quasi un bambino su sei sono obesi o in eccesso di peso. Il rapporto Ocse, come altri, indica come obesità e sovrappeso siano più diffusi nelle fasce sociali meno istruite e tra le donne, anche se sono in rapida crescita ugualmente tra gli uomini.

Il rapporto dell’Ocse si focalizza sulle politiche di comunicazione finalizzate ad aiutare le persone a fare scelte alimentari più sane e che vengono sempre più utilizzate nei paesi Ocse, come i sistemi di etichettatura di più facile comprensione, la regolamentazione del marketing dei cibi potenzialmente insalubri, in particolare se rivolti ai bambini, campagne di sensibilizzazione attraverso i mass media e le nuove tecnologie, interventi a livello scolastico e più ampie politiche di regolamentazione, basate anche sulla fiscalità.

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  Beniamino Bonardi

Beniamino Bonardi

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